Giovedì 19 febbraio, presso il Centro Oncologico Modenese, è stato presentato alla stampa un nuovo progetto di umanizzazione che mette al centro le pazienti e la qualità del tempo trascorso durante le terapie.
L’iniziativa, avviata nel novembre 2025, nasce da un’idea semplice ma profondamente significativa: offrire alle pazienti che lo desiderano la possibilità di dedicarsi all’uncinetto, realizzando piccoli rombi colorati che vengono poi assemblati per creare graziose borsine artigianali. Un’attività manuale che diventa occasione di incontro, condivisione e leggerezza.
Umanizzare la cura: uno spazio per la relazione
In ambito oncologico, il tempo dell’attesa e delle terapie può essere lungo e carico di emozioni. Accanto alla competenza clinica e tecnologica, diventa allora fondamentale promuovere percorsi che si prendano cura anche della dimensione emotiva e relazionale.
L’umanizzazione delle cure significa proprio questo: riconoscere la persona nella sua interezza, valorizzare i suoi bisogni non solo sanitari ma anche psicologici e sociali, trasformare lo spazio ospedaliero in un luogo più accogliente e partecipato.
Il laboratorio di uncinetto si inserisce in questa prospettiva. Il gesto ripetitivo e creativo, il filo che scorre tra le dita, la concentrazione sui colori e sulle forme favoriscono rilassamento, distrazione positiva e dialogo spontaneo tra le partecipanti. Ogni rombo realizzato racconta una storia diversa, proprio come diversa è ogni esperienza di cura.
Un progetto che crea legami
Le volontarie mettono a disposizione un kit con tutto il necessario per iniziare: filati, uncinetti, istruzioni e soprattutto tempo e presenza. Le pazienti possono scegliere liberamente se partecipare, senza obblighi, secondo le proprie energie e il proprio desiderio. I rombi prodotti vengono poi assemblati per dare forma a piccole borsine colorate
Come spesso accade nei progetti di umanizzazione, ciò che conta non è il prodotto finale, ma il processo: il dialogo che nasce mentre si lavora, lo scambio di esperienze, il sostegno reciproco che si crea quasi naturalmente.
La collaborazione tra realtà del territorio
Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione Angela Serra, da anni attiva nel sostegno alla ricerca oncologica e nel supporto ai pazienti.
La nostra associazione partecipa all’iniziativa con la presenza della volontaria Caterina Bortolani, che accompagna le pazienti durante le attività. Una collaborazione che nasce dalla condivisione di valori comuni: attenzione alla persona, promozione del benessere, costruzione di reti solidali sul territorio.
Alla conferenza stampa era presente anche la nostra vicepresidente Antonella Roncaglia, a testimonianza dell’impegno dell’associazione nel sostenere progetti che integrano la cura clinica con la cura delle relazioni.
Perché anche un filo intrecciato può diventare legame e sostegno