La meditazione: un valido aiuto per i malati di cancro

Diversi studi hanno osservato che praticare la meditazione o seguire tecniche di rilassamento muscolare può avere effetti benefici sui malati di cancro: può contribuire a ridurre l’affaticamento, la sonnolenza diurna, aumentare la vitalità, migliorare la qualità del sonno e, in definitiva, migliorare la qualità di vita.

Con la meditazione, si impara a sospendere il normale flusso di pensieri che occupano la mente per concentrarsi su uno specifico oggetto, per esempio il respiro.

Numerose ricerche hanno dimostrato che praticare la meditazione con regolarità può calmare l’ansia e in definitiva migliorare l’equilibrio psicofisico di una persona. Nel caso dei malati di cancro è stato osservato che tale tecnica è in grado di contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’umore, migliorare la qualità del sonno, ridurre la fatigue (la stanchezza fisica associata alla malattia). La tecnica del rilassamento muscolare progressivo, che consiste nell’alternanza di contrazione e rilasciamento di alcuni gruppi muscolari, ha dimostrato una certa efficacia nel ridurre nausea, vomito, ansia e depressione nei malati di cancro.

Esistono molte forme di meditazione: pratiche di rilassamento mente-corpo millenarie (la meditazione trascendentale, lo Yoga, il Tai Chi, il Qi Gong e alcune preghiere rituali) e pratiche più recenti e altrettanto efficaci come il rilassamento muscolare progressivo, il Biofeedback e la Mindfulness.

Il consiglio è quello di fare un corso se possibile, oppure acquistare un buon manuale o cercare meditazioni guidate per principianti sulla rete.

Un canale youtube che sto seguendo con soddisfazione è quello della dottoressa Maria Luisa Vampa, che utilizza principalmente la tecnica del Mindfullness.

Ma per quanto tempo? Bastano solo dieci minuti al giorno di esercizi di rilassamento per diminuire la percezione di tensione muscolare, migliorare la qualità del sonno e diminuire la percezione di stanchezza e la sensazione di fatica.

Attenzione, però: meditazione, rilassamento e altre pratiche analoghe possono essere utili ad aumentare il benessere psicofisico, ma non possono in nessun caso sostituire le cure convenzionali per il cancro.

 

Se volete approfondire altri benefici della meditazione continuate a leggere:

 

Dolore

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience e condotto da un gruppo di ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Sale (Usa), la meditazione avrebbe un potere analgesico.

Dai risultati è emersa, infatti, una riduzione della percezione dolorifica quantificata tra il 40% e il 93% durante la meditazione, accompagnata da una diminuzione di circa il 57% della percezione soggettiva di fastidio e dispiacere conseguente alla sofferenza.

Rimuginio

Grazie alle tecniche di meditazione sarebbe più facile riuscire a concentrarsi sul momento presente. La conferma di questo dato, già noto nella letteratura scientifica di riferimento, ci arriva da uno studio di un gruppo di ricerca del Department of Psychiatry della Yale University School of Medicine. Il contributo di questa ricerca sta nell’aver identificato che attraverso alcune tecniche di meditazione è possibile “spegnere” una specifica area del cervello, indicata nello studio come Default Mode Network (DMN), considerato in grado di generare quel continuo emergere di idee e pensieri (rimuginio) che in un qualche modo interferisce con ciò che in quel momento si sta facendo.

Quest’attività di produzione automatica dei pensieri è presente per circa la metà del tempo della veglia, e può portare alla luce ricordi spiacevoli e contribuire al nascere di preoccupazioni per il futuro, creando così uno stato di ansia e di depressione nella persona.

 

Attività cardiovascolare

Gli effetti positivi della meditazione si rilevano anche in alcuni outcomes cardiovascolari. Ad esempio, una ricerca ha osservato come la pratica formale migliorasse alcuni parametri connessi al benessere cardiovascolare arrivando a ridurre la mortalità cardiovascolare. Secondo un’altra ricerca coloro che praticavano quotidianamente la meditazione avevano il 48% in meno di possibilità di avere un attacco di cuore o un ictus, rispetto a coloro che avevano frequentato un corso di educazione alla salute durato cinque anni dove venivano presi in considerazione dieta ed esercizio fisico

Compassione

I ricercatori dell’università del Wisconsin hanno dimostrato che grazie alle tecniche di meditazione, è possibile diventare più compassionevoli e più gentili verso il prossimo. La compassione sembra essere qualcosa che può essere migliorato con l’allenamento e la pratica. Gli adulti possono essere addestrati alla compassione. Fino ad oggi poco si sa, in termini scientifici, circa il potenziale umano di coltivare la compassione – lo stato emotivo per cui siamo spinti a prenderci cura altruisticamente di chi soffre o è in una condizione svantaggiata.

Pensiero Creativo

Alcune tecniche di meditazione possono favorire lo sviluppo del pensiero creativo, anche in persone che non hanno mai praticato alcun tipo di meditazione. È quanto emerso da uno studio condotto da due psicologhe cognitive, Lorenza Colzato e Dominique Lippelt, presso l’Università di Leiden.

Da questo studio è emerso come la pratica degli esercizi di meditazione influenzi a lungo termine alcuni aspetti della cognizione umana, tra i quali anche il modo in cui vengono concepite le idee.